mercoledì 1 maggio 2013

Bestiario dell'androcorteggiamento - L'unica alfa che è rimasta ai maschi è quella privativa

Avrete imparato a conoscermi un pochino, ormai, e pertanto saprete bene che, se c'è una cosa che mi ispira la stesura di queste finestrelle sul sociovissuto che chiamate post, è la malattia. Divento più intelligente quando sono seminvalida.
E' come se il mix di batteri, amoxicillina, tachipirina e fluimucil mi stimolasse qualche neurone nascosto.
Ciò che induce negli altri il coma e lo stato vegetativo, porta me alla catarsi del pensiero. 

Ma che bella immagine Bukowskiana (vomita).

Comunque. Sotto le tre tonnellate di plaid, col termometro in bocca, il telecomando in mano e Mister Biscottino saldamente stretto nella morsa del mio braccio destro, pensavo.
Pensavo che ultimamente ho scoperto nuove frontiere del corteggiamento.
Nuovi orizzonti nello sventagliamento delle pavoniche code.
Inesplorate lande dell'ornitologico gorgheggiare.
Devo proprio smetterla di sguazzare nelle metafore, sono così viste e riviste e fanno tanto vecchia scuola.

Tornando a bomba, mi sono accorta di esser stata, in un certo senso, molto fortunata, in vita mia. Credevo di aver conosciuto tutti i modi in cui un uomo può essere inopportuno, inadatto e incapace ad approcciare una femminuccia. E invece, il fato me ne aveva preservata. Fino a qualche tempo fa.
I maschi mi stupiscono sempre. Sono una specie di gelatine tuttigusti+1, che assaggi quella al cerume e pensi che peggio di così non ti può andare e invece quella dopo sa di merda.

E allora mi sono detta, che cos'è che sa fare bene questo cervellino atrofico che mi ritrovo? 
Una cosa che odiate. Che mi rinfacciate sempre. 
Categorizzare.
Così io mi diverto a infilare tutti dentro i miei schemini precisi precisi, come i bambini che infilano le formine dentro i buchi, sapete, cerchio nel cerchio, quadrato nel quadrato (io ero quella un po' cretina che cercava di infilare il quadrato nel cerchio, ma non ero scema, eh, avevo solo un animo, come dire, pitagorico), e voi vi divertite a dire che sono banale e scontata e che non faccio ridere e bla bla bla e ce ne sbatte mezzo cazzo.

Ricordatevi sempre che qui si fa per ridere, eh. Sono minchiona io, mica antropologa.

Comunque, non voglio categorizzare i maschietti. Per carità, troppo banale, scontato, visto, rivisto, fritto, rifritto, eccetera eccetera. Voglio fare una cosa più soddisfacente. More difficult. 
Voglio analizzare l'uomo nella sua veste più divertente: quando si butta a zanne scoperte sulla preda.
Perché diciamocelo, danno certe dentate sull'asfalto che Zelig te ne devi andare.
Sono bellini. Sono carini. Trent'anni, ma anche quaranta o cinquanta, e ancora non hanno capito una ciolla di come funzionano le femmine. Ma niente proprio. Zero totale. Manco l'abc. Tarzan e Jane. Mork e Mindy. Niente. 
Loro restano alle apine il polline i fiori e poi fanno il salto tutto d'un colpo su Sasha Grey a pecorella senza passare dal via.
E il risultato è che conoscono alla perfezione la TEORIA dell'incaprettamento, ma non la pratica.
Perché nessuno gli ha insegnato come si cattura la pecorella.
Non tutti, questo è ovvio, lasciate che lo sottolinei che altrimenti poi abusate della mia pazienza fino alla fine dei secoli amen. A dire la verità vorrei far lo stesso con le donne, ma credo di non avere una visione abbastanza completa. Lascio a voi il compito. Anzi, mi aspetto un post di risposta da parte degli uomini. Stupitemi, dai.

Ciancio alle bande. Andiamo a ridere. Voglio provare un po' a riassumervi le tipologie di predatori che ho incontrato: 

BESTIARIO DELL'ANDROCORTEGGIAMENTO

Il piagnisterico: virilità: 3. Forza bruta: 1. Coefficiente di self confidence: non pervenuto.
Lui non ti corteggia. No. Il piagnisterico cerca di farti pena.
Non ti invita a cena: ti dice che se non vai con lui, digiunerà in solitudine lasciandosi rimordere lo stomaco fino a morire.
Non ti chiede di uscire: ti spiega tutti i motivi della sua depressione e ti lascia intendere che, se rifiuterai, ti aggiungerai a questa già interminabile lista e non è del tutto impossibile che la serata termini col suicidio.
Lui non è single perché non ha ancora trovato quella giusta. Lui è single perché, povero cuore di mamma, è brutto, stupido, basso, rachitico, zozzo, sfigato, malaticcio, gobbo, ascolta Gabry Ponte, legge Coelho e non si lava i denti dall'ultima Champions dell'Inter. 
E son tutte cose che si dice da solo. E che TI dice, pensando di intenerirti, convinto di somigliare al gattone di Shrek, ignaro di aver dato inizio alla tua lenta ma inesorabile trasformazione nel Conte Vlad l'Impalatore.
Dato che, più che al Gatto con gli Stivali, somiglia a un gattino con la scabbia, i peli a chiazze, tre zampe, l'alito di topo morto e un occhio solo. Con tutto il bene del mondo, povero cosino peloso, ti si stringe il cuore e tutto, ma in quante se lo riporterebbero a casa?
Voglio dire, fai schifo? Ma almeno cerca di saperti vendere! Un po' di charme, carattere, fascino! Datti un tono, cazzo! Sei il venditore di te stesso!
Ecco, pensati come un materasso Eminflex: l'Italia intera lo sa che fan cagare, e che se sono ancora tutti invenduti un motivo c'è. Immagina se Mastrota avesse cercato di propinartene uno dicendoti che è tremendo dormici su e che basta una notte lì sopra a comprometterti la spina dorsale per tutta la vita.
Tu lo compreresti? Appunto.

E poi si accollano. Dio, quanto si accollano. Che tu magari cedi, una volta, per disperazione, perché non sai in che altro modo dirgli di no, perché li senti mugolare e proprio in quel secondo di debolezza fanno breccia nel residuato bellico della tua pietà. E da lì è una maledizione. Non c'è via d'uscita. Un'agonia. Una malattia cronica. Ti passa se muori.
Trecento chiamate al giorno. Quattrocentoventi messaggi. E mi pensi? E ti manco? E mi adori? Ma quanto mi adori?
Certo che ti penso, cerebroleso del mio cuore. Penso al modo più veloce e indolore per scaricarti.
In pratica è una piattola. Ti attacca quando le difese immunitarie si abbassano e poi te la devi scalzare di dosso con il raschietto da muratore.
Io quando incontro tipi di così misera caratura penso che non siano buoni nemmeno per cambiarmi la lampadina dello specchio in bagno, figuriamoci per avere una storia, di qualsiasi genere, con me.

Il ragazzino: è rimasto alle elementari.
Gli piaci? Non ti corteggia. Non ti chiede di uscire. Non ti invita a bere una cosa. O meglio, non lo fa, se prima non ti ha:
a) presa in giro dandoti quantomeno della cozza grassa acida permalosa;
b) fatto un gavettone lavandoti da capo a piedi a metà aprile (ve lo giuro, sono ancora a casa con la febbre, le placche e l'otite, che peste lo colga e se lo porti demonio, e che bruci per l'eternità tra le fiamme dell'inferno);
c) fatto uno sgambetto in pubblico facendoti sgranare gli incisivi sullo spigolo del marciapiede;
d) drogato il gatto;
e) pisciato sulle ruote della macchina.
E poi, con nonchalance, prova l'approccio fisico, la linguainbocca, cose così.
Ma cucciolo disgraziato che non sei altro, ho 24 anni. Dieci anni fa sarei stata in età da marito (mi gratto che non si sa mai). L'ultimo che mi ha corteggiata così si chiamava Marcellino e aveva 8 anni.
Abbi pazienza. Evolvi. Cresci. Cambia. Guardati intorno.
Ma soprattutto piantala. Sul serio. Perché se accetto di uscire con te è solo per conoscere la targa della tua macchina.
E rigartela, mortacci tua, che sono piena di muco fino alle sopracciglia, pezzo di un cretino scemo di guerra.

Il Così Fan (con) Tutte: io questi li odio. Sono una piaga che impesta la terra. Sono l'indegna riproduzione per eccellenza. Il gene da bloccare a costo della vita. La vasectomia da portare a termine ad ogni costo.
Li odio. Se potessi gli schiaccerei le mani sotto il tacco degli stivali fino a sentire il cric cric di tutti gli ossicini.
E ci sono andata leggera.
Il Così Fan (con) Tutte è quello che ricicla le battute. Quello che ci prova con tutte allo stesso modo. Che non si degna nemmeno di NASCONDERTELO, che sei solo l'ennesimo test del suo prontuario di frasette per tutti gli usi.
Addirittura gli stessi nomignoli. Gli stessi complimenti, tutto identico.
E tu di solito ne sei a conoscenza, perché questo genio del crimine, 'sto Einstein dell'accoppiamento, ci prova contemporaneamente con te, le tue migliori amiche, tua sorella, tua madre, la tua canarina e la portinaia del tuo palazzo.
Ogni buso è pertuso, e lui prende il detto alla lettera. L'unica cosa che lo dissuade dall'infilare il suo pendaglio nei rotoli della carta igienica è che i rotoli sono troppo grossi.
Ma lui non sente il bisogno di prendere scuse. No. Nemmeno quello. Alla luce del sole.
"Quanto sei bella stasera, ti sta proprio bene il rosso. A proposito di rosso, mi daresti il numero di Rossana? Sai, due colpi..."
Maschi, vi svelo un segreto. Non ce ne frega niente di quante patate avete in coda. Ma zero proprio. A noi interessa solo una cosa: che ci facciate sentire indispensabili. Non nella vostra vita, ma almeno nelle vostre mutande. Che se non ve la diamo vi crolla il cielo nella stanza o una cosa del genere. E' un gioco. Voi volete sentirvi torelli. Noi principesse sul pisello. Giocate, che minchia, ma che vi costa? Non parlo di promesse da marinaio, giuramenti di eterno amore, affermazioni come "sei speciale". Ma almeno dedicateci le vostre attenzioni esclusive non dico tanto fino al terzo appuntamento, quanto alla fine del primo coito.
Attenzione alla variante più discreta, il Casanova: il Casanova è bello come Heath Ledger. Peccato che, a differenza del compianto, sia ancora qui a rubar l'ossigeno ai cactus. Il Casanova è bello e sa fin troppo bene di esserlo. Si comporta come se tutto gli fosse dovuto, come (vedi sopra) i favori delle tue migliori amiche, di tua sorella, di tua madre, della canarina e della portinaia. E' molto simile al Così Fan (con) Tutte, con la differenza che è più scaltro. Tipicamente, una cosa di lui ti resta per sempre: un figlio.

Il Coatto: non è una specie solo romana, checché se ne dica. Il coatto è quello che ti corteggia nel peggiore dei modi possibili. Con quel modo di fare urendo e viscido a metà fra un Fantozzi con la linguetta di fuori e un pazzo malato stupratore ricoverato in neuropsichiatria.
Ti si avvicina, col suo capello impomatato, e ti tocca, DIO MIO, ti tocca, con le sue manacce viscide e bisunte, e se ne esce con qualcosa tipo "ti sei fatta male quando sei caduta dal cielo, stella?".
Che una dovrebbe rispondere "io no, ma mi sa che te hai sbattuto la testa parecchio forte quando sei caduto dal seggiolone, a' cojone".
Sono inopportuni, inutili, darwinianamente inadatti. Non sai come rifiutare il loro corteggiamento ché ti sembra già incredibile che abbiano trovato la faccia di culo di avvicinarsi a te. Sono barzellette che camminano, con le magliette troppo aderenti e la SBAGLIATEZZA nell'essenza.
Ogni tanto azzardano un "che belle chiappe" o simili.
Che io vorrei sapere se mai c'hanno rimorchiato, con questo modo di fare.
E se la risposta è sì, voglio sapere CHI. Voglio che me la portiate qua, la voglio schiaffeggiare e le voglio togliere la patente di donna.

Il Troppo Giusto: il troppo giusto è un figo. Palestrato, bello, maschio, trasuda testosterone anche dalle suolette delle Geox.
C'ha un problema solo: se la crede manco fosse Matt Bomer.
Approcciarlo è impossibile. Se ti vuole, ti prende. Come un barattolo di pelati al supermercato: ti vede sullo scaffale et voilà, decide lui se metterti nel carrello o no.
Tu non hai alcuna voce in capitolo. Non sia mai ti sbilanci e gli concedi un limone, una palpata di culo, è finita. Gliela devi dare. Punto. Non si può ritrattare. Non lo puoi riportare indietro come gli elettrodomestici difettosi. "Ma io..." MA TU COSA? Lingua in bocca e adesso che vorresti? Dire di no? ILLUSA.
Ti sfianca. Ti si mette alle ruote di santa Caterina. Ti fa desiderare di sparire dalla faccia della terra. Di denunciarlo per stalking. Di aspettarlo sotto casa e dargli una badilata in testa e risolvere così tutti i problemi in un colpo solo. Ben assestato.
Il Troppo Giusto non contempla un tuo rifiuto. Probabilmente ne ha già ricevuti altri, solo che non se n'è accorto, era troppo impegnato a lucidarsi i bicipiti.
Se esci con lui, aspettati un'aria schifata dipinta sulla sua bella faccia se non porti un tacco 16 e dei vestiti all'ultimo grido. Insomma, è bello, ma non balla. E quando balla lo fa così fastidiosamente, e in maniera così maleducata e invadente, che tipicamente alla seconda portata ti tocca fingere un infarto del miocardio.
Tanto non t'aspettare che, senza concludere, ti riaccompagni da qualche parte. Foss'anche il pronto soccorso.
Inutile dire che piuttosto che frequentare un tipo simile, me la cucirei col filo da pesca senza anestesia.

Lo Zerbino: dal primo secondo, ti riempie di attenzioni. Di cuori. Di frasi carine. Di peluche. Di cuscini con le vostre foto. Di cartelloni. Poster. Serenate sotto casa.
Ti ama, ti adora, ti regala cuccioli cioccolatini anelli borse scarpe tutto.
Ti presenta la mamma il papà la nonna la zia sorda il cane il gatto il pesce rosso.
Tempo tre settimane, tu ancora non sai se ti piace come bacia, e lui ha già mandato le partecipazioni. Tu stai
pensando se vuoi la panna sul gelato e  lui ti chiede "AMORE (?), il salotto ti piacerebbe crema o beige?".
E' la donna della coppia. Ci sta sotto un treno per te e non ha vergogna alcuna di dimostrartelo.
Che abbia i tempi di innamoramento di un 14enne, per lui è assolutamente normale.
Solo che a te, mentre ti fai un'iniezione di insulina, sale il dubbio che se al posto tuo ci fosse stata una scimmietta urlatrice, non avrebbe fatto assolutamente alcuna differenza.
Ha bisogno di una cosa da amare. Non importa cosa, e non gli importa di perdere la faccia o il senno. E' già tuo. E probabilmente non ti ha nemmeno guardata bene in faccia.

Il Bugiardissimo: sei la più bella che abbia mai visto.
Sei speciale. Sei unica. Non sa come ha vissuto finora senza di te. Non potrebbe vivere ancora, senza di te.
Ti vuole. Ti desidera come nessuna. Non ha mai pensato al matrimonio, prima, ma ora... ah, con te, con te è tutto così diverso.
Certo.
Finché non gliela dai. Poi puff. Sparito. Addio per sempre. Emigrato in Guatemala. Più sparito di Mattia Pascal.  Non si sa che fine faccia. Il telefono è sempre staccato (mi sorge il dubbio che abbia una scheda nuova per ogni nuova donzella), gli amici non sanno dove sia, non esiste più su Facebook, su whatsapp non si connette da giorni e se chiami sua mamma nemmeno lei sa dov'è. Temi il peggio.
Finché una settimana dopo non lo incontri con un'altra. Nel locale dove aveva portato te. Vestito come si era vestito per te.
E a te resta una cosa sola da fare. Cercare un bicchiere del vino rosso più corposo che trovi, e sacrificarglielo addosso. Sperando che quella sia la sua camicia migliore.
A volte non si accontenta di una trombata sola, ma continua a frequentarti per un po', evidentemente si diverte. Nel frattempo, tu porti talmente tante corna che manco un cesto di lumache.
Ma puoi riconoscerlo, un metodo per non farti abbindolare c'è: quando parla, ascolta attentamente. Potrai sentire un fruscio di plastica, finto e fasullo com'è.



Ecco, probabilmente non è tutto. Non è nemmeno buona parte, ma è qualcosa. Stay in bell, fanciulle. 
Non temete le categorie conosciute: temete quelle ancora da catalogare. Ricordate le gelatine.
Sempre vostra, Morby



41 commenti:

  1. ogni volta che controlli i commenti..un ragazzino piscia sulle ruote della tua macchina.
    riprenditi dal gavettone e continua a catalogare!!
    ..bel post, aggiunto ai preferiti!!

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  2. Tutte le categorie che hai descritto sono completamente VERE.
    Nonostante sia un uomo, non riesco a negare quanto siamo a volte viscidi e a volte di una provolonaggine indescrivibile.
    In conclusione comunque posso dire che ti adoro. Scrivi divinamente. Amen. Ave, Morby, ATACturi te salutant.

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    1. Ahahahah me lo dici così spesso che finirò col crederci!
      Ti abbraccio
      ps: mi devi una birra.

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    2. Ahahaha vedo che hai capito chi sono in un lasso di tempo x (con x che tende a 0). La prossima volta mi impegnerò a mettere un indizio più celato.
      ps: per la birra quando vuoi.

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  3. Impossibile non notare ed ipotizzare che le descrizioni più lunghe, sono quelle più recenti. Che hanno più materiale da prendere per il culo.

    Ah, il prossimo a 4 mani.

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  4. Dato che lo hai chiesto...
    Le ragazze sono più difficili da catalogare. Sulla faccia della terra siamo 7 miliardi di persone, quindi circa 3,6 miliardi di donne.
    Di queste, per esperienza riflessa più che personale, 1,8 miliardi rientrano nella categoria Visionarie.
    Le visionarie sono ragazze dolci, affettuose, tue complici, ti apprezzano, ti sostengono. Sono ragazze tutte cuori, che per te andrebbero pellegrine nel deserto.
    E un bel giorno, tutto d'un tratto, vengono abbagliate da luce divina come Saulo di Tarso sulla via per Damasco, come se nel deserto alla fine ci fossero andate davvero. Adesso gli è tutto più chiaro, ora sanno qual è la loro missione. Fino al giorno prima erano intente a costruirti un vitello d'oro e adesso dopo anni di smielate tenerità non ti amano più. Finiti gli affetti, gli apprezzamenti e non di meno i cuori. Certe arrivano anche a dirti "ti vedo nel mio futuro, ma non nel mio presente".
    Spesso le visionarie, dopo aver ricevuto la visione, diventano missionarie o pecorelle smarrite (pun intended) e se ne sbattono tanti e tali che lì sotto, da due, arrivano ad avere un unico grande buco.
    Dei 3,6 miliardi di donne, come detto, la metà rientrano in questa categoria, mentre le altre 1,8 fanno parte di 1,8 miliardi di categorie a sè stanti.

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    1. Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore, ecc ecc.
      Dai sul serio, non è tutto così nero, lo giuro. Le persone crescono.
      Purtroppo nel mio caso diventano più sincere, più dirette, e anche più stronze. E nonostante questo non ho ancora capito come evitare di ferire chi si innamora di me.
      Ti voglio sinceramente bene

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  5. Ma quei mannaggiaccristo dei bugiardi funzionano, il problema è che funzionano. Come anche il Troppo giusto e il Casanova. Lo sappiamo bene, e ci caschiamo ogni volta. Cretine noi, un po'! (E bentornata!)

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    1. Il Troppo Giusto LO ABORRO. Non ci riesco. Mi viene l'orticaria.
      Il Casanova mmmm, mi puzza sempre un po' di presa in giro impossibile, uno così figo vuole me? NAAAAA, c'è il trucco, meglio scappare.
      Il Bugiardo lo fiuto a un km di distanza, infatti lui lo sa e non mi si avvicina mai.

      Il vero pericolo per me è il Così fan (con) tutte. Quell'aria da chi la sa lunga, quella sicurezza totale nelle proprie capacità, il menefreghismo assoluto... quello è pericoloso. Perché lo apprezzo. E lo apprezzo perché mi ricorda me.

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  6. Se questa è la base di un libro, giuro che te lo compro.

    E voglio anche l'autografo con dedica.

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    1. Chi sei? Rivelati. Ti voglio bene.
      *__*

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  7. Leggendo questo post non solo mi sono pisciata sotto dal ridere, ma ad ogni categoria il mio cervello associava un mio ex. Quindi complimenti per la capacità di farci immedesimare in quello che scrivi!

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    1. Quando mi dite che ridete, io sono felice. <3

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  8. Da uomo, bel post. A mio avviso non avresti dovuto nemmeno specificare il fatto di non voler categorizzare tutto il genere maschile ma, effettivamente prevenire è meglio che curare. E' una panoramica molto dettagliata e credo che potrebbe essere un ottimo spunto da cui partire per migliorare se stessi, a patto che ci si riconosca in una o alcune di quelle categorie da te descritte.

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    1. Nonostante tutto, mi hanno rotto le palle lo stesso! Non rivedetevi troppo in queste categorie, sono molto superficiali, e soprattutto giocose. :) Ogni uomo, e ogni persona, è un po' di tutto.

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  9. Sto letteralmente morendo dal ridere, soprattuto per il "troppo giusto", sei il miglior follow mai fatto =D, un abbraccio.

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  10. Troppo vero, ho riso come non mai, non mi ci trovo in nessuna di essere (grazie al Cielo), troppo brava, il miglior 'follow' mai fatto =D

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  11. post eccezionale, con alcuni passaggi veramente strepitosi, da lacrime agli occhi per il troppo ridere. Ti faccio veramente i miei più vivi complimenti. Tra l'altro da uomo devo dire che ho ritrovato un po' di me in diverse categorie.
    Ora però dovresti fare un post di "riparazione" dove dici con il tuo modo ironico e spiazzante cosa diavolo volete voi donne da noi maschietti . . . what woman want

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    1. Apprezzatissima l'onestà! Ti rivelo una cosa: nelle categorie, a parte la prima, c'è anche un po' di me.
      Grazie, comunque!
      Cosa vogliamo noi? Sempre quello che non ci date.

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  12. Mi sono molto divertito leggendolo. Ma essenzialmente in questi blog "al femminile" c'è sempre una cosa che non mi torna: pare che gli uomini non si innamorino mai.
    Insomma, o si innamorano solo gli zerbini, o quando un uomo si innamora ai vostri occhi diventa uno zerbino e perde di charme.
    Tertium non datur, no? :)

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    1. Osservazione interessante.

      Ci innamoriamo quando ci si gonfiano i pantaloni, no?

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    2. Non ascoltare il Banale che non fa testo.
      Comunque la tua è una domanda interessante. Devo ancora capirlo sto fenomeno dell'innamoramento maschile. Mi sa che il problema è che dura poco. O che, come le donne, quelle poche volte che si innamorano, lo fanno della persona sbagliata.

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    3. Suppongo che se io entro in un periodo in cui mi convinco che le donne sono tutte puttane, difficilmente riuscirò a instaurare una relazione sana con una ragazza. Allo stesso modo se dentro di te pensi che gli uomini siano tutti degli stronzi inaffidabili senza speranze, oppure dei mentecatti indegni di guardarti che ti stanno addosso, semplicemente non sei pronta. Il che non vuol dire che stronzi e mentecatti non esistono.
      Insomma, tanto l'innamoramento, quanto la capacità di creare una relazione stabile, dipendono molto da un atteggiamento a priori. Perdonate la parentesi seria.

      PS i pantaloni gonfi sono l'inizio di tante cose. Tra cui l'amore. L'amore fa gonfiare i pantaloni un sacco di volte.

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  13. 6 sl 1 ragzzn nvdiosa d ki a sucesso nll vita..cn tt la tua kattvria nn sai neanke scrivere bn cm fabio volo lui sì ke è poeta!!!11 io l'ha dò' ingiro a tt e sn smpr happy mika cm te!!!11

    kikka96

    p.s. non sai che fatica scrivere questo commento
    p.p.s. ti do venti secondi per riconoscermi, altrimenti mi INDIGNO <3

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    1. Ahahahahah
      Vediamo, Fabio Volo, indignazione... Federico?

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    2. oh yeah! ottimo pezzo, comunque ;)

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    3. Lo sai che detto da te vale di più.
      Grazie :)

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  14. Scrivi in modo leggero e molto molto divertente... rido ancora.
    Pure e semplici SACROSANTI VERITA' per di più...
    fossi in te oserei, prova a farlo un libro hai tutte le carte in regola. :*

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  15. Un pezzo davvero ben scritto a mio modesto parere.
    Mi è molto piaciuto lo stile cosi marcatamente provocatorio e fantasioso. Da uomo devo aggiungere che passare in rassegna tutte le categorie immaginandomi in ognuna di esse ed evitare di rimanerci secco dalle risate è stata un'impresa TITANICA!
    Ben fatto! Brava!

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    1. Grazie mille, sei davvero gentile! Sono contenta che il pezzo sia piaciuto agli uomini, soprattutto :)

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  16. ossignore dopo questo post ti faccio una statua! Sto ancora ridendo! Grande donna!!!

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  17. senza parole. divertente ironico arguto e con quel sano pizzico di cinismo che non fa mai male. veramente sorprendente. fossi in te raccoglierei tutte queste tue esternazioni e le pubblicherei, io comprerei il libro al volo e lo regalerei sicuro di fare regalo gradito.
    altrimenti se non ti interessa un libro, io manderei tutto il materiale alla littizzetto. questo è proprio il suo campo. vedi un po' che da cosa nasca cosa...

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  18. Sigh. Tristemente grandioso, 'sto post.
    Comunque oh, mai che mi capiti uno appartenente a queste categorie, a me!

    (io mi sa che lo so in che categoria sono! :D)

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  19. ma chi cazzo hai frequentato?

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    1. Sarò stata sfortunata, ma non ho inventato nulla, te l'assicuro.

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  20. Son capitato per caso qui, e ti faccio i miei complimenti. Ammetto, ahimè, di aver riconosciuto molto della "razza maschile" in questo post, ma non siamo tutti così (frase stereotipata che rasenta la banalità, lo so). Visto che lo chiedi, mi permetto di "categorizzare" anch'io alcuni tipi di donne; mi piacerebbe sapere cosa ne pensi :)

    DOUBLE-FACE. Bellissima, truccata, capelli da star, abiti di classe, scarpe col tacco, fa attenzione ai particolari, ha estrema attenzione per corpo ed anima, fa discorsi sull'ultimo libro letto, cita film culturali francesi, analizza la politica estera. A letto si fa desiderare, si centellina come un'atleta prima delle Olimpiadi, quando ve la dà vi ha infinocchiato e legato a lei, e lì parte la trasformazione: sparisce la sapiente arte del trucco, gli abiti bellissimi si trasformano in tute da 5euro dal cinese, le scarpe col tacco vengono soppiantate da un paio di Nike. Scopri che guarda solo film di Boldi e De Sica, rutta l'alfabeto ed abbandona l'uso quotidiano delle docce. A questo suo declino corrisponde un aumento e una richiesta costante di sesso, e se le fate capire che forse è giunta l'ora di depilarsi, e le dite che non è più come una volta, rischiate la vita oltre a riceverne le esclusive colpe.

    BAMBI. Infida. Inizialmente vi perdete nei suoi occhioni da cerbiatto indifeso, vi si scioglie il cuore e non sapete che in realtà lei vi sta incartando come il peggior nemico. Fermo restando che potrebbe pensare, in alcuni casi, di essere rimasta incinta perchè ha urtato una coscia sul freno a mano della vostra auto, non sa fare più nulla da sola, anche pagare una semplice bolletta: basta una sola volta che vi offrite di aiutarla ed è la fine, le vedrete sulla bocca un sorrisetto malvagio, vi ha in pugno: intimità solo in compenso di certi gesti (posta, passaggi, spesa, ecc.)

    L'ANIMALISTA. Generosa, altruista, amante del prossimo... il problema è che tutto ciò avviene solo per gli animali che ovviamente, fra l'altro, la schiavizzano in una maniera assurda. Tralasciando il fatto che parla al gatto/cane come ad un bambino, autoproclamandosi "mamma", vedrà in voi inizialmente un cucciolo da annoverare fra i tanti. Semplice, coccolosa ma non troppo, col tempo porterà la quota-rapporti sessuali vicini allo zero, ed inizierà ad abbandonarvi quando si renderà conto che siete umani. Il maschietto aprirà totalmente gli occhi il giorno che andrà a casa sua: roba buttata a terra, sedie distrutte, divani ridotti a brandelli, resti organici animali sparsi, lettiere da cui emergono nuove forme di vita. Quando la lascerete, non comprenderà la cosa e posterà un annuncio su Facebook con la vostra foto inserendo la didascalia: "aiutatemi a ritrovare il mio Fido".

    LA SPOSA. Pericolosissima. Aldilà di ciò che dice la sua carta d'identità, ha in realtà circa 13-14 anni ed ha come scopo della sua vita il matrimonio. Ti ammalia inizialmente anche in modo piuttosto sciolto e disinvolto, ti sembra la ragazza giusta. Ama la vita, ed è molto disinibita in intimità. In realtà quando te la dà, ti ammolla una sorta di fede nuziale grande quanto le parabole di Mediaset a Cologno Monzese. Ti farà incontrare per "caso" la sua migliore amica, i suoi genitori, sua nonna, e la zia di secondo grado venuta apposta dall'America il giorno dopo, ratificando così l'unione. Ti costringerà a guardare dvd o canali tv tipo Real Time, per vedere matrimoni inglesi/americani, ti sussurra nell'orecchio "Enzo Miccio" mentre dormi, per convincerti a chiamarlo al vostro matrimonio di cui ha scelto già data e luogo, anche se state insieme da 1 mese. Potreste non liberarvene più per tutta la vita, ma in un momento di lucidità, prendete il librone-dimostrativo della fiera degli sposi da 4kg e mezzo, botta decisa in testa e scappate il più lontano possibile.

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  21. Brava, brava, brava! mi sono distrutto dalle risate anche se non tutti gli uomini sono così: ad esempio io so essere anche peggio... :-)
    Prova davvero a scrivere un libro, dai!

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  22. Buffo, non rientro in nessuna di queste categorie eppure pensavo che la mia "patologia" fosse ben più nota.
    Non sono abbastanza figo per essere uno "troppo giusto" o "casanova". Non sono abbastanza depresso per poter fare lo zerbino. Non riesco a sostenere una bugia quasi neanche per organizzare una festa a sorpresa, quindi il bugiardissimo è bruciato.
    Sono più un pianoforte scordato che ha bisogno di un'accordatrice. Rientro in quella che può definirsi la categoria degli insicuri, non soltanto da intendersi come mancanti di sicurezza in sè stessi, ma anche di quelle persone incostanti che non riescono a capire cosa vogliono dalla vita. Che poi, manco fosse per contrappasso, è il genere di persona che meno sopporto.
    L'insicuro ha un disperato bisogno di piacere all'altra persona. Continua a far battute, si pone al centro dell'attenzione pur non avendone le capacità ma mascherando questa mancanza recitando un ruolo, spesso quello del giullare. Non potendo far ridere a vita, vuol mostrarsi sicuro di sè all'occorrenza. L'obiettivo è quello di far passare l'immagine della persona affidabile salvo poi scadere in veri atti di super-eroismo, aumentando enormemente le aspettative della "principessa sul pisello" che vede franare il tutto come un castello di carte alla minima fragilità.
    L'insicuro, consapevolmente o meno, cerca di costruirsi una personalità sulla base di ciò che PENSA gli venga richiesto. E questo gli è d'ostacolo quando si tratta di sviluppare la propria persona, finendo per trasformarlo in un frustrato. Di solito o lei si stanca di avere al proprio fianco una sorta di flubber emotivo, o lui inizia a porsi domande su quanto sia valsa la pena sacrificare X, Y o Z per la sua lei.
    Fortunatamente sto guarendo da questa cosa, ma è una patologia che lascia strascichi.
    Se incontrate un insicuro, accelerate, giù la frizione, tirate forte il freno a mano mentre girate violentemente lo sterzo e invertite la marcia lasciandovi dietro una nuvola di fumo.

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